Proposte di attività

“The freelance economy”: opportunità o solo rischi?

Le nuove tecnologie digitali stanno incidendo sempre di più sul mondo del lavoro, da un lato distruggendo posti di lavoro e dall’altro aprendo nuove opportunità.

Ho trovato questo articolo di Susan Lund , Partner di  McKinsey Global Institute, pubblicato qualche giorno fa  su Huffington Post,  che vi invito a leggere, sul tema del lavoro “freelance” apparentemente facilitato dalla disponibilità di nuove piattaforme applicative:

What the Rise of the Freelance Economy Means for the Future of Work

2 pensieri riguardo ““The freelance economy”: opportunità o solo rischi?

  • Gloria Pellegrino

    Racconto un fatto personale che spiega forse meglio cosa ne penso io del freelance.
    Qualche anno fa, per pura passione, scrivevo su un social magazine online, presente su alcune piattaforme network ( facebook, e instagram all’epoca), articoli di intrattenimento e di cronaca. L’anno scorso hanno cambiato gestione e mi hanno proposto di continuare a scrivere come “freelance”, mi avrebbero pagato 1 euro ad articolo e 0,10 centesimi a like, ma avrei dovuto scrivere almeno tre articoli al giorno con un minimo di 200 parole.
    Ho rifiutato perché non sarei mai riuscita a trasformare la mia passione in obbligo, pagato male.
    Posto il link ad un video (e mi scuso già per il gergo usato) di giovani che danno una loro interpretazione del freelance. https://www.youtube.com/watch?v=0rppx22VRlg

  • Già Ricardo (1772-1823) sosteneva che il conflitto tra i capitalisti ed i lavoratori non era tanto sul salario, ma sull’occupazione.
    I capitalisti erano i “proprietari delle macchine” grazie alle quali si poteva produrre, più macchine vi erano e meno lavoratori servivano. Questa teoria potremmo estenderla ad oggi, dicendo che più si ha tecnologia e meno si ha il bisogno di lavoratori.
    Ricardo però aggiungeva che il conflitto nasceva perché tutti quelli che si sono visti “sostituire” dalle macchine, non sono stati in grado di essere occupati altrove. In conclusione, davvero la tecnologia ha qualche colpa? Forse sì, ma l’uomo come ha inventato questa “colpa”, potrebbe inventare anche qualcos’altro che compensi la disoccupazione creatasi dall’introduzione della tecnologia. Con la tecnologia ci siamo tirati la zappa sui piedi da soli! O forse no?!

Lascia un commento